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NetMediaEurope Italia

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Emanuela Teruzzi

a cura di Emanuela Teruzzi


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Spesa IT: come da previsioni meteo

Se leggo i dati di Sirmi di chiusura del 2011, appena rilasciati, confermo la caduta di tono e di morale che persiste su tutto il paese. Se leggo i dati di Findomestic per la Lombardia, appena rilasciati, non posso che temere per l’arretramento dell’8% della spesa informatica in linea con la media italiana. Milano detiene il 40% dei consumi IT con 100 milioni di euro di spesa. In Italia, la spesa media IT per famiglia è di 60 euro. Previsioni senza fiducia di ripresa (a Milano nevica).

Inserito il 31 di gennaio 2012
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Rim cambia Ceo: prima mossa verso la cessione?

Forse si prepara la strada per la cessione tanto ventilata negli ultimi mesi. O almeno questa potrebbe essere una lettura della mossa fatta durante il weekend delle dimissioni dei due Ceo di Rim – responsabili secondo alcuni  analisti di avere contribuito pesantemente alla disfatta di Rim negli ultimi anni, senza aver intrapreso strategie forti contro l’avanzare incalzante di Apple e di Android. Ma anche il nuovo ceo - Thorsten Heins, in Rim da quattro anni - sembra molto in linea con i due ceo uscenti, che hanno governato mentre il titolo Rim ha toccato i minimi storici (-75% dallo scorso anno) soprattutto per una serie di ritardi nell’aggiornare la gamma dei BlackBerry e per il flop del tablet PlayBook. C’è chi considera Heins molto operativo (secondo Morgan Stanley, non è un visionario ma un “execution guy”), poiché si concentrerà sulla nuova gamma di BlackBerry 10 (non pronta fino alla seconda metà dell’anno) e sul nuovo PlayBook. Lui si insedia con grinta: Sono qui per combattere. Viviamo in un mondo competitivo, ma crediamo nella nostra forza”. Ma il discorso inaugurale è preludio di strategie ancora nebulose.

Inserito il 23 di gennaio 2012
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A Fellini l’omaggio di Google

Pietre miliari del cinema, La Dolce Vita, La strada, Amarcord....L’omaggio a Federico Fellini, nato 92 anni fa, è oggi celebrato dalla versione italiana di Google, con un disegno in bianco e nero, in cui le O di Google diventano due bobine della macchina da presa di una scritta in stile liberty. Ritratto con l’inconfondibile giacca e cravatta, Fellini rende onore non solo al cinema italiano (lui che fu premiato con 5 Oscar, l’ultimo alla carriera nell’anno in cui morì, 1993) ma anche all'immagine italica che in queste giorni affonda. Federico_fellini-2012-hp

Inserito il 20 di gennaio 2012
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18 gennaio, sciopera Wikipedia

Stamattina il sito italiano di Wikipedia riporta un comunicato di solidarietà nei confronti dello sciopero in atto sulla versione inglese di Wikipedia, contro le proposte di leggi note come Stop Online Piracy Act e PROTECT IP Act. “Condividiamo con i nostri colleghi di lingua inglese le preoccupazioni sul pericolo che l'approvazione di tali leggi da parte del Governo statunitense potrebbe comportare per la libertà del Web in generale, e per Wikipedia in particolare, e desideriamo unire la nostra voce al coro di chi chiede che il Web stesso possa rimanere libero da censure e limitazioni, e non essere influenzato da leggi, decise da pochi, che cerchino di arginare questa libertà”.
E continua: Wikipedia non approva la pirateria informatica, né la giustifica in alcun modo sulle pagine dell'enciclopedia. Gran parte del lavoro degli utenti di Wikipedia consiste in effetti nell'identificare e rimuovere, con la massima prontezza e velocità, le violazioni di copyright altrui che vengano inserite nelle voci. Tuttavia, chiediamo a nostra volta che la lotta alla pirateria venga condotta con strumenti equi e responsabili. Twitter oggi invece non sciopera: “E’ sciocco - ha dichiarato il Ceo di Twitter, Dick Costolo, in un tweet in risposta al reporter di Radar, Alex Howard, che domandava se il servizio di microblogging oscurasse i 140 caratteri per protestare contro la proposta di legge SOPA -. Chiudere un business globale per questioni di politica nazionale è folle”. Google ha messo in homepage un link: “Tell Congress: Please don’t censor the web!”.
Le pagine il lingue inglese di Wikipedia sono lette da almeno 100 milioni di persone ogni giorno: un grosso impatto avrà l'oscuramento del sito, un black out deciso in accordo con gli autori.

Inserito il 18 di gennaio 2012
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Che sia Agenda Digitale

Cicli e ricicli, ma l’Agenda Digitale rimane prioritaria, in particolare per l’AGCom, che vuole sensibilizzare il governo Monti ad investire nell’economia digitale: “La scarsità di risorse non può costituire un alibi all’inazione sia perché molte riforme sono a costo zero sia perché bisogna guardare al rapporto costi-benefici: non basta ridurre il debito pubblico, quello che più conta è il rapporto tra deficit e Pil”.
Riassumo solo alcuni numeri: per ogni euro investito nelle rete se ne generano 2,5 di indotto; Internet vale oggi il 3% del Pil; il 10% in più di banda larga farebbe crescere il Pil di 1-2 punti percentuali. Solo buone ragioni.

Inserito il 13 di gennaio 2012
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Nuove acquisizioni per il nostro gruppo editoriale

NetMediaEurope si sta allargando in Europa. E’ di oggi l’annuncio dell’acquisizione delle attività di CBS Interactive in Germania, che significa portare sotto il cappello di NetMediaEurope le testate ZDNet.de, Silicon.de e CNET.de, per una traffico complessivo di 20 milioni di pagine e cinque milioni di utenti unici in Germania. Una fase di acquisizioni e di sviluppo del business che rafforza la nostra presenza sul mercato Btob, con ripercussioni interessanti su tutto il network a livello europeo. Una dimensione che ci fa le spalle più grosse in un mercato in cui la concorrenza è incalzante, pur rimanendo ogni Paese (Italia, Germania, Francia, Spagna e UK) focalizzato sul proprio mercato di riferimento. I lanci prenatalizi di TechWeekEurope e ChannelBiz rientrano in questa logica.

Inserito il 9 di gennaio 2012
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Si cambia, perché

Quest'ultima settimana di dicembre ci ha visti impegnati nel lancio di due nuovi siti: TechWeekEurope e ChannelBiz. Due siti che ereditano i contenuti, le competenze, le redazioni di eWEEKeurope e Channel Insider. Ce ne era bisogno, chiederete? Direi di sì, provo a spiegarmi...
Il mercato cambia a ritmi sorprendenti e avevamo voglia di lanciare a livello europeo due brand che sottolineassero l'impegno continuo nel mondo della Tecnologia che contraddistingue la professionalità delle nostre testate, in un panorama competitivo complesso e allargato, dove oramai scrivono e parlano di tecnologia quotidiani, settimanali di attualià, di moda, di spettacolo, trasmissione e tutto il web.
La tecnologia è diventata così pervasiva che va spiegata in profondità. Così Tech e Biz sono l'inizio e la coda delle due nuove testate... che con ITespresso (l'IT nel nome) ci permettono di coprire ad ampio spettro tutti i target del mercato, da chi semplicemente impiega la tecnologia per scopi personali, a chi l'acquista per l'azienda, a chi la rivende con diversi modelli di business. In comune i tre siti hanno grafica e layout, in modo da rendere più riconoscibile l'unica matrice, il gruppo editoriale NetMediaEurope. Credo che lanciare nuove idee sia molto importante soprattutto durante anni in cui il morale "economico" del mercato è sottotono. Lanciare nuovi progetti ha sempre fatto parte del nostro Dna. Ci proviamo anche per il 2012.

Inserito il 21 di dicembre 2011
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L’effetto Venturi, da Cisco ad HP

Da sempre l’ho identificato con Cisco. E mi fa un certo effetto sapere che Stefano Venturi, per anni alla guida di Cisco Italia e ultimamente a capo del Public Sector dell’azienda che sul networking poggia la sua fama, è ora il nuovo Managing Director di HP Italia. Ci sarà modo di capire meglio dove vuole parare questa scelta, ed è presto per capirne i retroscena: ma potrebbe essere che il suo alto profilo vada a colmare quelle carenze che HP Networking non ha saputo sanare anche dopo l’acquisizione di 3com. Potenziando una strategia che ormai è tutt’uno con il mondo dei sistemi e del cloud.
Non sarà semplice guidare un’azienda che dopo la ristrutturazione e il cambi al vertice con la nuova ceo sta ridefinendo gli obiettivi, non sarà immediato entrare nella mentalità di un’altra grande corporation, che come ogni multinazionale che si rispetti calerà in Italia decisioni spesso prese altrove.
Così Venturi ha commentato il nuovo incarico: “L’Italia e il suo tessuto economico stanno attraversando una trasformazione epocale che necessita di adeguate misure e strumenti per sostenere il cambiamento in maniera efficace: HP dispone delle soluzioni e delle competenze che possono accompagnare aziende, pubblica amministrazione e cittadini in un percorso di crescita e innovazione decisivo per rilanciare la nostra economia”. Seguiremo con attenzione le politiche e i cambiamenti che apporterà. Insiti, prima o poi, nell’arrivo di ogni nuovo capo.

Inserito il 14 di dicembre 2011
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WebOs come Android

Tra vendere o chiudere la divisione WebOs, Hp ha scelto una terza via. Il ceo, Meg Whitman, ha deciso che WebOs diventerà presto una piattaforma Open source. Un modello di sviluppo che ricalca quello di Android, che da una parte permette di ampliare il numero degli sviluppatori, dall’altra alleggerisce gli investimenti che HP dovrebbe fare per mantenere in vita il sistema operativo, ereditato con l’acquisizione da 1,2 miliardi di dollari di Palm, del cui investimento HP non è mai rientrata.
Per ora, con WebOs, HP aveva realizzato solo TouchPad, mai arrivato in Italia e svenduto negli Usa a 99 dollari, ma ora con la strada Open source potrebbe riproporre nuovi tablet, senza però rientrare nel mercato degli smartphone. Una scelta arrivata forse con troppa lentezza, e che deve recuperare terreno sui vecchi sviluppatori Palm, nel frattempo passati ad Android o a iOS. Bisognerà capire come Hp vorrà ammaliarli.

Inserito il 12 di dicembre 2011
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Meg Whitman, ceo di HP: basta confusione

Sul palco a Vienna, davanti a 3.500 persone, non tradisce emozione sebbene il pubblico sia quello del debutto. Meg Whitman, ceo di Hp, in un momento in cui il bilancio della società non brilla ha parole per tutti. Per i dipendenti (“stiamo vivendo un passaggio duro”), per il posizionamento (“non siamo nel business del software per trasformare HP in una software company), per Autonomy (“l’acquisizione rimane un fatto importante”), per i pc (“punto di forza”), per la trasformazione in atto (“la convergenza tecnologica impone all’infrastruttura IT cambiamenti, cloud ibrido in primis), per i clienti (“li aiuteremo a gestire la trasformazione e gli ambienti eterogenei”). Sap e Microsoft partner strategici sfilano sul palco (ribadendo la rottura con Oracle). Così l'intento di Whitman sembra apparentemente riuscito: dipanare la confusione di questi mesi, su che cosa voglia essere davvero HP. Su cosa sarà la nuova HP. Vedremo come risponderano mercato e analisti.

Inserito il 1 di dicembre 2011 in Web/Tech
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